Il fenomeno delle “case a 1 euro” continua a catalizzare l’attenzione di chi sogna una vita diversa in Italia, spesso lontano dal caos delle città. Questo progetto, avviato da diversi comuni, cerca di attrarre nuovi residenti e rispondere all’emergenza dello spopolamento, in particolare nelle aree rurali e storiche. L’idea di acquistare un immobile a una cifra simbolica di un euro è affascinante, ma dietro a questo prezzo si celano impegni significativi che riguardano la ristrutturazione e il rispetto di vincoli urbanistici.
Negli ultimi anni, i comuni italiani, specialmente in regioni come la Sicilia, la Sardegna e la Campania, hanno adottato questa strategia di rigenerazione urbana per rivitalizzare borghi storici, spesso abbandonati. La promessa è quella di ritrovare un legame con i luoghi, promuovendo non solo il recupero delle abitazioni ma anche delle tradizioni e delle culture locali. Ma quali sono i veri costi e i requisiti per accedere a queste case?
La nascita delle case a 1 euro
Il progetto ha preso piede in Sicilia, con il comune di Gangi che nel 2014 ha iniziato a vendere immobili disabitati per rilanciare il proprio centro storico. Questo modello, volto a combattere la svalutazione delle case e a riportare vita nei borghi, ha rapidamente trovato imitazione in oltre 70 comuni italiani. L’iniziativa mira a fermare il svuotamento demografico dando a nuovi residenti la possibilità di investire in immobili, a patto di ristrutturarli entro un certo periodo.
Come funziona il processo di acquisto
Acquistare una casa a 1 euro non è un gioco da ragazzi. Ecco il processo tipico da seguire:
- Bando pubblico: ogni comune pubblica un elenco delle abitazioni disponibili e delle condizioni di vendita.
- Manifestazione di interesse: l’acquirente deve presentare richiesta di partecipazione con un piano di ristrutturazione preliminare.
- Versamento di una cauzione: si richiede una garanzia economica che varia da 2.000 a 5.000 euro.
- Atto notarile: la casa viene ceduta formalmente, ma tutte le spese notarili sono a carico dell’acquirente.
- Progetto di ristrutturazione: entro 12 mesi dall’acquisto, deve essere presentato un progetto di ristrutturazione approvato.
- Completamento lavori: gli interventi devono essere conclusi generalmente entro tre anni dalla firma del contratto.
I veri costi dietro un euro
Il prezzo di partenza è soltanto una piccola parte dell’investimento totale. Le case disponibili spesso necessitano di una ristrutturazione completa. I costi stimati impiegati per il recupero di una casa a 1 euro possono variare significativamente. Ecco una panoramica dei principali costi:
- Cauzione di garanzia: €3.000 – €5.000
- Spese notarili e catastali: €2.000 – €4.000
- Progetto e permessi edilizi: €2.000 – €5.000
- Lavori di ristrutturazione: €25.000 – €80.000
- Oneri comunali e imposte: €1.000 – €3.000
Di conseguenza, il costo finale di un’abitazione può aggregarsi tra i 30.000 e i 90.000 euro, offrendo immigrati e residenti una possibilità di accesso a immobili con potenziale di crescita del valore e ubicati in centri storici affascinanti.
Le opportunità e i rischi da considerare
Pur rappresentando un’ottima opportunità per chi desidera investire nel turismo abitativo o nel remote working, ci sono anche vari rischi da tenere in mente. Le abitazioni sono spesso in condizioni precarie; i costi di ristrutturazione possono superare le aspettative. Inoltre, è essenziale rispettare i vincoli storici e urbanistici che possono aumentare complessità e tempistiche del progetto. Investire in queste case richiede quindi un impegno significativo non solo economico, ma anche personale.
- Rischi legati a imprevisti nei lavori di ristrutturazione.
- Costi potenzialmente elevati rispetto alle stime iniziali.
- Tempistiche rigide per il completamento dei lavori.
Dove sono attivi i bandi nel 2025
Nel 2025, i bandi per le case a 1 euro sono attivi in varie regioni, tra cui:
- Sicilia: borghi come Sambuca di Sicilia recuperano la loro fama come pionieri del progetto.
- Sardegna: Ollolai e altri comuni continuano a sperimentare con progetti per attrarre residenti.
- Toscana: Fabbriche di Vergemoli offre immobili con un vincolo di ristrutturazione sostenibile.
- Campania: Zungoli si impegna nella preservazione del patrimonio medievale.
Informarsi sui requisiti specifici di ciascun comune è fondamentale per valutare le opportunità che potrebbero espandere le possibilità d’investimento.