La Legge di Bilancio per il 2026 è stata approvata definitivamente il 30 dicembre 2025. Questa manovra porta significative novità fiscali e tributaria, che si riflettono direttamente sulle tasche degli italiani. Tra i cambiamenti più rilevanti figurano il ridimensionamento dell’Irpef, con l’aliquota intermedia che scende dal 35% al 33%, e l’introduzione di una nuova rottamazione delle cartelle esattoriali, che apre opportunità importantissime per chi ha debiti con il fisco. Il panorama fiscale italiano si arricchisce di ulteriori misure, come la tassazione agevolata sugli incrementi contrattuali e le modifiche sulla cedolare secca sugli affitti brevi. Ecco una panoramica di quanto cambia dal 1° gennaio 2026.
Riduzione dell’Irpef: come cambia?
Il taglio dell’aliquota Irpef nella seconda fascia di reddito rappresenta un’importante boccata d’ossigeno per molti contribuenti. Con il nuovo regime, chi guadagna oltre i 28.000 euro vedrà la propria aliquota scendere al 33%. I contribuenti con un reddito annuo di 50.000 euro potranno beneficiare di un risparmio massimo di 440 euro, con la misura che si applicherà anche ai redditi successivi fino a 200.000 euro. Tuttavia, sopra questa soglia, si attueranno reducezoni sulle detrazioni previste.
Tassazione sugli incrementi contrattuali
Una delle novità più attese è la tassazione al 5% sugli incrementi contrattuali, che riguarda i redditi fino a 33.000 euro per contratti rinnovati dal 2024 al 2026. Inoltre, per i premi di risultato e forme di partecipazione agli utili d’impresa, l’imposta scende all’1% per importi fino a 5.000 euro. Queste misure mirano a incentivare il lavoro e il miglioramento delle condizioni economiche dei dipendenti.
La nuova rottamazione delle cartelle esattoriali
La proposta di una nuova rottamazione, chiamata Rottamazione quinquies, consentirà di estinguere debiti maturati dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. Questa possibilità si estenderà su un periodo di 9 anni, con 54 rate bimestrali, rendendo più gestibile il pagamento per molti. Chi preferisce, potrà anche optare per un pagamento in unica soluzione entro il 31 luglio 2026, e gli interessi applicabili per il pagamento rateale saranno contenuti al 3% annuo.
Regole sui debitori verso il fisco
Un ulteriore aspetto da considerare riguarda i professionisti con debiti verso il fisco. Prima di effettuare pagamenti oltre i 5.000 euro, l’amministrazione pubblica chiuderà prima le pendenze con l’agente della riscossione, garantendo così un certo livello di sicurezza per i pagamenti in entrata.
Le novità per gli affitti brevi
Per quanto riguarda gli affitti brevi, la cedolare secca rimarrà al 21% per il primo immobile, mentre per il secondo passerà al 26%. Un cambiamento significativo è che se un immobile è gestito tramite portali di intermediazione, non si potrà più applicare la cedolare secca agevolata, spostando l’equilibrio verso una maggiore regolamentazione del mercato degli affitti.
Misure di esclusione dall’Isee
Un altro cambiamento importante riguarda il valore della prima casa esclusa dall’Isee: aumenta fino a 200.000 euro per le grandi città e a 91.500 euro per il resto d’Italia. Queste soglie determineranno l’accesso alle prestazioni assistenziali, rendendo le agevolazioni più accessibili per molte famiglie.
Supporto alle imprese con nuove misure
Dal 2026, un iperammortamento diventerà disponibile per gli investimenti in beni strumentali effettuati fino al 30 settembre 2028. Le imprese potranno beneficiare di una deduzione fiscale significativa, ma è previsto anche il rifinanziamento per il credito d’imposta Transizione 5.0 e per la Nuova Sabatini. Tutto ciò mira a stimolare la crescita e la competitività del settore produttivo italiano.
Nuove tasse e misure per il mercato
Infine, non mancano le novità fiscali per altri settori. Aumenta l’Irap per banche e assicurazioni e viene introdotta una tassa di 2 euro sui pacchi provenienti da paesi al di fuori dell’UE. Raddoppia anche la Tobin tax sulle transazioni finanziarie. Queste nuove misure potrebbero avere un effetto a catena sui consumatori e sul costo della vita in generale.
Detassazione per straordinari e lavoro notturno
Un’ulteriore iniziativa per i lavoratori è la flat tax al 15% sulle maggiorazioni per straordinari, festivi e lavoro notturno, valida per chi ha un reddito fino a 40.000 euro. Questo intervento ha come obiettivo di incentivare una maggiore flessibilità lavorativa e premiarla, favorendo un clima di lavoro più produttivo.