Avevamo chiuso il precedente articolo, elencando le possibili tipologie di lavoro sportivo: 

- Lavoro subordinato

- Lavoro autonomo

- Lavoro autonomo nella forma di co.co.co.

Partiamo, innanzitutto da un principio basilare, ovvero, possiamo parlare di lavoratori sportivi, se e solo se, le realtà sportive rientrano nell'ordinamento sportivo e per quanto riguarda ASD e SSD siano regolarmente iscritte nel RAS e mantengano le condizioni di iscrizione allo stesso.

Fatta questa doverosa, premessa, le tipologie sopra elencate, sono suddivise a seconda di determinati presupposti.  Iniziamo con la figura del lavoratore sportivo subordinato.

LAVORATORE SUBORDINATO

Disciplinato dall'art. 26 del Dlgs 36/2021, il lavoratore subordinato è sottoposto ad un vincolo di assoggettamento gerarchico, per il quale la prestazione lavorativa è messa a disposizione del datore di lavoro, sotto la sua vigilanza e seguendo le sue direttive (generali e per singola prestazione).  

Esistono anche elementi sussidiari per la determinazione del rapporto di lavoro subordinato come l'orario predeterminato, la retribuzione fissa, l'assenza di rischio a carico del lavoratore legato alla congiuntura economica o la mancanza di autonomia nell'attività svolta, anche se in alcuni casi alcuni elementi possono essere compatibili anche con il lavoro autonomo o con il co.co.co.

Nello stesso articolo, al comma 1, viene evidenziato che:

- non si applicano alcune norme dello statuto dei lavoratori, in quanto incompatibili con la figura del lavoratore sportivo;

- non si applicano le norme sul licenziamento individuale, né le relative tutele;

- non si applicano le norme relative alla cassa integrazione;

- non si applicano le norme relative alle tutele dei contratti a tempo indeterminato:

Ai contratti di lavoro subordinato sportivo non si applicano le norme contenute negli articoli 4, 5, ((...)) e 18 della legge 20 maggio 1970, n. 300, negli articoli 1, 2, 3, 5, 6, 7, 8 della legge 15 luglio 1966, n. 604, nell'articolo 1, commi da 47 a 69, della legge 28 giugno 2012, n. 92, negli articoli 2, 4 e 5 della legge 11 maggio 1990, n. 108, nell'articolo 24 della legge 23 luglio 1991, n. 223, e nel decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 23 ((nell'articolo 2103 del codice civile)).


- il contratto può avere un termine fino a 5 anni e non vengono applicate le disposizioni sul lavoro a tempo determinato di cui al D.lgs. 81 del 15 giugno 2015 (CAPO III)

-  nel contratto può essere prevista una clausola compromissoria con la quale le controversie concernenti l'attuazione del contratto, insorte fra la società sportiva e lo sportivo, sono deferite ad un collegio arbitrale. La stessa clausola dovrà contenere la nomina degli arbitri oppure stabilire il numero degli arbitri e il modo in cui questi dovranno essere nominati;

- Il contratto non può contenere clausole di non concorrenza o, comunque, limitative della libertà' professionale dello sportivo per il periodo successivo alla cessazione del contratto stesso né può essere integrato, durante lo svolgimento del rapporto, con tali pattuizioni;

- viene applicato CCNL relativo

- obbligatorio iscrizione preventiva UNILAV, cedolino paga, tenuta LUL, prospetto contributivo, ecc. (tramite professionista abilitato)

- obbligatoria l'iscrizione INAIL

- obbligatorio stesura DVR e gestione rischi lavoratori (DL 81/08)

- obbligatorio iscrizione fondo pensionistico sportivi INPS - FPSP (Ex Enpals)

- obbligo di certificato antipedofilia se si lavora con minorenni