In questo focus analizziamo la figura lavorativa, nell'ambito del lavoro sportivo, con le maggiori "potenzialità", sia per il lavoratore che la esercita come arte e professione che per il sodalizio sportivo. Ricordiamo che siamo sempre nell'area del dilettantismo.

Nonostante la ritrosia di molti nostalgici dell'ormai abrogata lettera m) comma 1 dell'art. 67 del TUIR (il c.d. compenso sportivo contemplato nei redditi diversi), l'apertura di una partita IVA,  per soggetti con determinate peculiarità, sarà l'unica via per poter svolgere la propria attività nell'esercizio di arte e professione nello sport, con carattere abituale e professionale.

Al di là delle obbligatorietà, ci possono essere anche ragioni di opportunità e una di queste è sicuramente, per chi soddisfa determinati requisiti, la possibilità di aprire una partita IVA in regime forfettario, con importanti agevolazioni ai fini IRPEF e INPS (contributi diminuiti del 50% fino al 2027 anche per l'autonomo sportivo). 

Entriamo nei dettagli.

E' obbligatoria l'apertura della Partita IVA, quando:

- svolgo l'attività in maniera professionale;

- l'oggetto della mia prestazione è attività organizzata in piena autonomia e a proprio rischio;

- sono soggetto a pluricommittenza ovvero lavoro per una pluralità di soggetti come ASD, SSD, privati, realtà commercialiATTENZIONE: ne sono sufficienti due per determinare la pluralità dei committenti.

I requisiti elencati sono più correlati di quanto si pensi.  

La pluricommittenza è il requisito che normalmente è più facile da recuperare, tramite il controllo dei dati incrociati, da parte degli organi controllori.

Attualmente ed in precedenza attraverso lo strumento delle certificazioni uniche,  mentre dal primo di luglio con le funzioni di comunicazione diretta al Centro dell'Impiego, INAIL e INPS  tramite il Registro delle Attività Sportive Dilettantistiche.

A tal proposito ricordiamo che il ricevimento dei dati è contestuale all'invio degli stessi, per cui il collegamento tra il codice fiscale del percipiente (es. istruttore) e le parti committenti è immediato. 

Con la pluralità di committenti, quindi, qualsiasi soggetto ha obbligo di apertura della Partita IVA, anche se ha lo status di dipendente pubblico, privato (di altro settore) o di pensionato.   

Chi invece opera come lavoratore autonomo, in un altro settore, dovrà, sempre in caso di "pluricommittenza sportiva", aprire un altro codice ATECO (es. 85.51.00).

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Minori incombenze operative per il sodalizio

- nessuna comunicazione ad UNILAV

- nessuna comunicazione INAIL

- nessuna comunicazione UNIEMENS e nessuna busta paga

- se in regime forfettario, non verrà applicata l'IVA, in quanto esente e non verrà applicata ritenuta 

- nessun vincolo di monte ore

- obblighi esclusivamente derivanti dal contratto tra le parti o da lettera di incarico professionale (costi orari, ecc..)

- gestione separata INPS a carico del lavoratore autonomo (a carico del sodalizio, se applicata in fattura, la sola rivalsa del 4%)

- no DVR, ma solo obblighi informativi ai fini della sicurezza nei luoghi di lavoro

Rimane sempre l'obbligo di avvalersi del certificato antipedofilia, in caso di attività svolta con minori.

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Prestazione occasionale e pluricommittenze

Ci è stato chiesto se esiste la possibilità di ricorrere alla prestazione occasionale, in sostituzione di una o più committenze.

Riteniamo non sia possibile, in quanto:

- per sua natura. la prestazione sportiva è inserita all'interno di campionati o tornei o manifestazioni che non si esauriscono in una sola prestazione (allenamenti compresi ndr) 

- è legata al tesseramento sportivo che ha durata annuale, sia esso collegato ad affiliazione ad anno sportivo o solare. 

- se si svolge un'attività sportiva a titolo oneroso, la professionalità espressa diventa incompatibile con i presupposti della collaborazione occasionale.

Inoltre è sconsigliabile in quanto le operatività sono molto più onerose per il sodalizio sportivo.

Infatti  si ha obbligo di registrazione su piattaforma telematica (portale INPS) sia del prestatore che dell'utilizzatore, si è obbligati a versamenti anticipati di oneri assicurativi e di gestione, si ha obbligo di uniformarsi al compenso minimo orario previsto per legge e al pagamento contributi e premi ecc..

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Lavoratore autonomo e mono committenza

In questo caso abbiamo la situazione opposta a quanto avevamo scritto nei precedenti paragrafi.

Per questi caso esiste una presunzione di legge che, con il sussistere di determinati requisiti ed  in assenza di prova contraria, il rapporto di lavoro autonomo si riqualifica in un rapporto di lavoro subordinato, a tempo indeterminato.  

La disciplina sanzionatoria va a contrastare il c.d. fenomeno delle false partite IVA. ( rif. Legge 92/2012) 

Ricordiamo che la mono committenza si può superare svolgendo la propria attività per il sodalizio e per il privato (tesserato o socio o terzo), a cui emetterò fattura. 

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Nei prossimi articoli valuteremo la figura dei co.co. amministrativo gestionali, dei volontari sportivi e analizzeremo la questione fiscale e previdenziale.