La riforma del lavoro sportivo, operativa dal 1 luglio 2023, si basa su quanto disposto nel Titolo V, Capo I, del Decreto Legislativo 36/2021, contenente ben 14 articoli ( dal 25 al 38) e da quanto disposto dai successivi decreti correttivi ed "operativi" per la messa a terra delle stesse disposizioni.

Abbiamo pensato, quindi, di suddividere i contenuti degli stessi con dei Focus mirati, per far comprendere meglio tutta la norma e permettere ai nostri lettori ed utenti di contestualizzare al meglio la propria posizione, alla luce di quanto andremo a dettagliare.

Questi Focus, saranno, ovviamente, oggetto di aggiornamenti, qualora ci fossero novità dettate dalle norme.

Il primo lo dedichiamo alla figura del lavoratore sportivo, dettata dall'art. 25 che cita:

E’ lavoratore sportivo l’atleta, l’allenatore, l’istruttore, il direttore tecnico, il direttore sportivo, il preparatore atletico, e il direttore di gara che, senza alcuna distinzione di genere e indipendentemente dal settore professionistico o dilettantistico, esercita l’attività sportiva verso un corrispettivo.

Come possiamo notare, le figure per connotare il lavoratore, come sportivo, sono ben delineate e su questo non vi sono dubbi interpretativi. 

Specifichiamo che eventuali qualifiche diverse nella denominazione, ma sostanziali per delineare il lavoratore sportivo, vanno bene ugualmente. Il maestro di karate, se non l'insegnante di danza nel contesto dell'ordinamento sportivo vanno bene, in quanto sono istruttori delle loro discipline.

Viene disposto che non ci sia distinzione di genere (all'anagrafe ndr) e che non ci sia distinzione tra settore professionistico o dilettantistico (in precedenza esisteva una distinzione piuttosto netta con la legge 91 del 23 marzo 1981 riguardante il professionismo sportivo).

Il lavoratore sportivo deve esercitare l'attività sportiva verso un corrispettivo  (è un'altra condizione fondamentale per qualificarlo come tale).  L'attività gratuita non è in questo caso contemplata per delineare un lavoratore sportivo (vedremo il caso dei volontari in un altro focus).

Come abbiamo scritto in un precedente articolo, il correttivo attualmente in esame alla camera e al senato, circoscrive, ulteriormente, l'alveo dello svolgimento delle attività.

Le figure sopra menzionate, devono essere tesserate e svolgere una mansione per un soggetto dell'ordinamento sportivo (ASD, SSD, EPS, FSN, DSA, CONI, CIP, Sport e Salute, Benemerite, ASD ETS ...).

A dar forza alla logica del tesseramento, sempre l'art. 25 cita: 

È lavoratore sportivo anche ogni tesserato, ai sensi dell’articolo 15, che svolge verso un corrispettivo le mansioni rientranti, sulla base dei regolamenti tecnici, della singola disciplina sportiva delle sole FNS e DSA (e quindi non più dei singoli enti affilianti, escludendo gli EPS), tra quelle necessarie per lo svolgimento di attività sportiva, con esclusione delle mansioni di carattere amministrativo-gestionale.

Su questo comma, ci sono delle considerazioni importanti da fare, in quanto è ben specificato che la mansione deve assolutamente rientrare nei regolamenti sportivi degli organismi affilianti e non devono essere chiaramente contra legem.

Quindi, approssimativi elenchi, atti ad "allargare le maglie" da parte di EPS/FSN/DSA, sono deleteri ed esporrebbero le realtà sportive a contenziosi.  Senza i requisiti minimi sopra riportati o addirittura in mancanza di regolamenti sportivi nelle diverse discipline, sarebbero sostanzialmente inutili.

Il tutto è rafforzato nell'ultimo correttivo, al comma 1-ter, con l'istituzione di un elenco tenuto ed aggiornato dal Dipartimento dello Sport che includerà le mansioni sopra riportate, recepite dalle FSN e DSA entro il 31 dicembre e che saranno approvate con apposito decreto del Ministero dello Sport. Questo elenco sarà quello sui cui basarsi, per considerare il lavoratore, sportivo.

Come avete potuto ben notare, restano esclusi dalle tipologie di lavoratore sportivo i c.d. co.co.co. amministrativo gestionali (solitamente addetti alla segreteria).

Non sono gli unici, allo stato attuale non vengono considerati lavoratori sportivi:  receptionist, addetti alle pulizie, manutentori e custodi, altre figure non mansionate dai regolamenti sportivi degli organismi affilianti. 

Per queste figure, pagate sempre con corrispettivi, si applicheranno le norme ordinarie sul lavoro.

Con il correttivo di prossima approvazione, inoltre, vengono esclusi tutti i professionisti iscritti ad un albo riconosciuto per legge e che svolgono quel tipo di attività in ambito sportivo (es. Maestri di Sci).

Le tipologie di rapporto, per il lavoratore sportivo sono:

- Lavoro subordinato

- Lavoro autonomo

- Lavoro autonomo nella forma di co.co.co.

- Prestatore occasionale (ricorrendone i presupposti)

e saranno oggetto di approfondimenti in prossimi focus.