Gli psicologi spiegano perché chi arriva sempre in ritardo ha un tratto di personalità diverso

11 Gennaio 2026

Arrivare in ritardo è un comportamento spesso mal visto nella società contemporanea, eppure la psicologia svela che non si tratta semplicemente di mancanza di rispetto o disorganizzazione. I psicologi hanno identificato diversi profili di personalità che giustificano questo comportamento, rivelando che il ritardo può essere radicato in aspetti più profondi della personalità e del comportamento. In un contesto in cui la puntualità è spesso considerata fondamentale, comprendere le ragioni di chi tende a posticipare può migliorare le relazioni interpersonali e aiutare a gestire meglio le aspettative. La chiave è l’empatia: un ritardatario non lo fa per mancanza di volontà, ma seguendo un proprio modo di vivere il tempo.

Perché il ritardo cronico ha radici psicologiche

Ricerche psicologiche rivelano che chi giunge costantemente in ritardo ha diversi tratti di carattere che influenzano il suo modo di percepire il tempo. Questo fenomeno non è solo frutto di disorganizzazione, ma si connette a fattori di personalità e meccanismi cognitivi. Sono stati individuati cinque profili principali di ritardatari:

  • Ottimisti: Sottovalutano il tempo necessario per completare le attività.
  • Giocolieri: Si distraggono facilmente, cercando di fare più cose contemporaneamente.
  • Nottambuli: Persone la cui biologia favorisce il sonno tardivo, rendendole meno attive al mattino.
  • Spiriti liberi: Individui con una bassa coscienziosità, tendenzialmente disorganizzati.
  • Distratti: Coloro che soffrono di “cecità temporale”, come chi ha ADHD, e faticano a percepire il passare del tempo.

Comportamenti e strategie per migliorare la puntualità

Affrontare il problema del ritardo può sembrare difficile, ma con alcune semplici strategie, è possibile fare significativi miglioramenti. Proposte pratiche includono:

  • Impostare una sveglia per il momento in cui si deve uscire, non per l’appuntamento.
  • Registrare il tempo di viaggio direttamente nel calendario, rendendolo non negoziabile.
  • Suddividere le attività in piccole fasi per stimare meglio il tempo necessario.

Incorporare queste tecniche nella vita quotidiana può aiutare a ridurre il ritardo e migliorare l’organizzazione personale.

La cultura del tempo: monocronici vs policronici

La percezione del tempo varia enormemente da cultura a cultura. Edward T. Hall ha ben identificato le differenze tra culture monocroniche, che privilegiano appunto l’ordine e la puntualità, e culture policroniche, dove la flessibilità e la pluralità di impegni sono comuni. Queste differenze influenzano non solo il modo di organizzare il tempo, ma anche il comportamento individuale.

Ad esempio, chi si sente a proprio agio seguendo una lista di cose da fare tende a essere monocronico, mentre chi ama passare da un’attività all’altra mostra un atteggiamento policronico. Comprendere il proprio stile temporale può facilitare le interazioni quotidiane, riducendo i conflitti.

Imparare a convivere con ritardatari

Per chi non comprende il modo di vivere delle persone ritardatarie, è fondamentale sviluppare una comprensione empatica. Invece di giudicare, provare a vedere la situazione dalla loro prospettiva può aiutare a minimizzare le frustrazioni. È possibile utilizzare il tempo di attesa in modo produttivo, come dedicandosi a un libro o un progetto. Così facendo, il ritardo non diventa più un motivo di stress, ma un’opportunità per pausa e riflessione.