AGGIORNAMENTO del 05/05/2020

Conferme dal Ministro Vincenzo Spadafora sulla redazione di ulteriori protocolli e linee guida per gli allenamenti degli sport di squadra e per la riapertura delle strutture in cui si pratica sport di base.

"Ecco le linee guida per la pratica degli sport individuali. Si tratta di un lavoro molto approfondito e dettagliato, portato avanti con celerità e massima cura, pensando alla tutela degli atleti ma anche di tutti gli operatori dello sport. Abbiamo infatti tenuto presente le osservazioni pervenute nei giorni scorsi, a partire dal dossier redatto dal Coni e dal Cip, con le indicazioni giunte da tutte le Federazioni e la supervisione della Federazione dei Medici Sportivi. L’Ufficio per lo sport ne ha tratto un documento utile per tutte le discipline, perché ogni sport merita la massima attenzione. Ora siamo al lavoro per il protocollo per gli allenamenti degli sport di squadra e per le Linee guida per la riapertura delle strutture in cui si pratica lo sport di base. "

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Pubblicate le linee guida, per lo svolgimento degli allenamenti per gli sport individuali, da parte dell'Ufficio per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Tale documento viene redatto ai sensi dell'art. 1 lettere f) e g) del DPCM del 26 aprile ed è una rielaborazione del rapporto denominato "Lo Sport riparte in sicurezza" , redatto e trasmesso dal CONI e dal CIP, con la collaborazione del Politecnico di Torino, in pari data e validato dal Comitato Tecnico Scientifico istituito presso il Dipartimento della Protezione Civile.

Le presenti Linee-Guida sono volte a fornire indicazioni generali e azioni di mitigazione utili ad accompagnare la ripresa dello sport di natura individuale nei termini sopra individuati a seguito del lockdown per l’emergenza Covid-19; esse dovranno essere declinate per le singole discipline a cura degli organismi sportivi di riferimento (federazioni, discipline associate ed enti di promozione sportiva), per quanto di propria competenza. Le indicazioni riguardano gli operatori sportivi e i siti sportivi e hanno carattere temporaneo, e strettamente legato all’emergenza.

Il complesso delle misure contenute nel presente documento consente  fino a nuove disposizioni, la possibilità che possano svolgersi allenamenti anche di atleti, professionisti e non, riconosciuti di interesse nazionale e internazionale, anche di discipline sportive di squadra, purchè questi si svolgano sempre in forma individuale.

Questo documento, probabilmente, poi, verrà traslato integralmente o con qualche modifica più o meno restrittiva, a seconda dell'andamento dei casi, a tutto il settore sportivo dilettantistico.

Può essere, quindi, utile, per capire i criteri e le misure che in futuro verranno adottate alla riapertura completa degli impianti, fino a conclamata fine emergenza (o forse oltre...).

 

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MODALITA’ DI ATTUAZIONE DELLE MISURE

A seguito dell’emanazione del presente documento sarà compito delle singole Federazioni Sportive Nazionali, olimpiche e paralimpiche, Discipline Sportive Associate (non gli Enti di Promozione, ovviamente), identificare gli atleti riconosciuti di interesse nazionale e internazionale, rilasciare ai medesimi apposita certificazione che possa essere esibita per l’accesso agli impianti, nonché per tutti gli usi previsti, ivi compresa l’attività di controllo a cui sono preposte le autorità locali. Detti elenchi sono inviati anche al CONI, o al CIP, e all’Ufficio per lo Sport.

Sarà inoltre cura degli Enti sportivi (FSN, DSA, EPS), riconosciuti dal CONI e/o dal CIP, emanare appositi Protocolli di dettaglio che tengano conto tanto delle indicazioni del presente documento, quanto delle specificità delle singole discipline e delle indicazioni tecnico-organizzative per garantire il rispetto delle indicazioni di sicurezza da parte dei gestori degli impianti di propria competenza, o delle associazioni e/o di qualunque altro soggetto di rispettiva affiliazione.

Fatti salvi i criteri, le analisi e le valutazione per l'individuazione dei rischi, si  prevedono le seguenti fasi:

- analisi dell’organizzazione delle attività sportive e di supporto: individuare a titolo esemplificativo le presenze su uno o più turni di attività/espletamento, presenze in caso di accesso vincolato di operatori sportivi* e/o accompagnatori e/o con modalità di svolgimento particolari;

- individuazione delle attività sportive e di supporto che possono essere eseguite tramite FAD (formazione a distanza) o con telelavoro (co.co.co. amm.vi), numero di operatori sportivi interessati, presenza di accompagnatori: delocalizzazione, lavoro autonomo, utilizzo di strumenti tecnologici;

- individuazione dei percorsi degli operatori sportivi individuati, nonché di eventuali accompagnatori e  classificazione dei luoghi e degli sport sulla base del numero di persone contemporaneamente presenti, sul tipo di attività fisica svolta in termini di spazio, sforzo fisico dell’atleta, specificità degli ambienti, durata della presenza, ventilazione: fasce orarie per ingressi all'impianto, spazi ed accessi alla pratica sportiva, regolamentare l'accesso alle aree comuni, spogliatoi, servizi igienici;

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- analisi del lay-out dei luoghi classificati e degli sport:  valutare la possibilità di variare la disposizione delle diverse postazioni di sosta, attesa e allenamento, in modo da ottenere il distanziamento richiesto per ridurre la possibilità di contagi (ulteriori costi a carico del sodalizio);

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- individuazione del personale che opera all’esterno del sito, analisi dei percorsi e contatti con altre persone: familiari degli operatori che non siano contagiati, altri contatti, soggetti manutentori che entrano all'interno dell'impianto;

- verifica della presenza di lavoratori e/o operatori sportivi presso altri siti sportivi: pluritattività e pluricommittenza in altri siti/sodalizi sportivi che possono determinare un grado di rischio (in buona sostanza meglio se operano solo da voi);

- analisi del mezzo di trasporto (pubblici/privati) e analisi dei rischi secondari: mezzi pubblici o privati utilizzati dagli operatori, presenza di piste ciclabili che permettano di arrivare all'impianto sportivo, parcheggi, navette (minibus) per le squadre

- cronoprogramma e revisione dei piani e delle procedure di emergenza.

Particolare attenzione dovrà essere posta nel disciplinare l’accesso e la permanenza a locali adibiti a spogliatoi e servizi igienici, prevedendo specifiche regole di turnazione e pulizia.

* Per operatori sportivi si intendono tutti gli attori di una ASD/SSD (dirigenti, tecnici, atleti, tesserati, soci, segretari ecc..).

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MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE 

Le misure di prevenzione e protezione sono finalizzate alla gestione del rischio di contagio all’interno del sito sportivo.

Esse devono essere adottate sulla base delle specificità sportive emerse dalla fase di analisi del rischio, avendo ben presente che le misure di prevenzione e protezione non vanno intese come tra loro alternative ma quali dotazioni minime ai fini del contagio in relazione alla attuale situazione epidemiologica in atto.

Allo stato, le principali misure di prevenzione del contagio consigliate dalle autorità sanitarie sono il distanziamento, l’igiene delle mani (anche per il tramite dell’utilizzo di dispenser di detergente) e delle superfici e la prevenzione della dispersione di droplets tramite l’utilizzo di mascherine e visiere.

Tali misure di mitigazione del rischio sono però di difficile attuazione in molti momenti della pratica sportiva, anche in fase di allenamento per tutti i livelli di pratica, da quella amatoriale a quella professionistica. In particolare, l’utilizzo di mascherine e visiere è spesso incompatibile con il carico metabolico e con il gesto sportivo.

Pertanto, devono essere prese in considerazione anche altre misure di mitigazione, meno utilizzate in altri ambiti lavorativi e sociali, che agiscano in modo coordinato per consentire una ripresa il più possibile sicura. Tra queste: la gestione di presenze contingentate, per limitare la possibilità di diffusione del contagio; la sostituzione di attività in presenza con attività virtuali; la tutela sanitaria in ambito sportivo.

In base agli esiti specifici dell’analisi delle realtà sportive e della valutazione di rischio effettuata, si possono identificare le seguenti misure organizzative, procedurali e tecniche:

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PULIZIA E SANIFICAZIONE LUOGHI E ATTREZZATURE

Un attenzione speciale, la dedichiamo alla pulizia e sanificazione nei siti sportivi.

Sulla base della valutazione del rischio legata ai luoghi che caratterizzano un sito sportivo, occorre predisporre un piano specifico che identifichi le procedure da applicare e la periodicità con cui effettuare la pulizia e la sanificazione periodica dei luoghi, ambienti e attrezzature.

Per “pulizia” si intende la detersione con soluzione di acqua e detergente; con “sanificazione” invece la decontaminazione con apposite soluzioni disinfettanti.

Nella scelta dei prodotti da utilizzare per la pulizia, in assenza di altre più recenti indicazioni da parte delle autorità sanitarie, occorre tenere conto di quanto indicato nella Circolare n. 5443 del Min. Salute del 22.02.2020. (allegata ed evidenziato parte di ns interesse)

Nel piano di pulizia occorre includere almeno: gli ambienti dedicati alla pratica sportiva; le aree comuni; le aree ristoro; i servizi igienici e gli spogliatoi; le docce; gli attrezzi e i macchinari sportivi; le postazioni di lavoro e allenamento ad uso promiscuo; gli ascensori, i distributori di bevande e snack, con particolare attenzione alle superfici toccate più di frequente; le parti esposte dell’impianto di ventilazione (es. prese e griglie di ventilazione se facilmente raggiungibili).

L’elaborazione di istruzioni specifiche in merito alla pulizia di dette componenti va strutturata sulla tipologia di impianto per garantire una corretta pulizia.

La pulizia potrà essere operata con panni puliti in microfibra inumiditi con acqua e sapone, ipoclorito di sodio 0,1%, oppure con alcool etilico al 70-75% con successiva asciugatura, pulizia ed eventuale sostituzione dei filtri con altri più efficienti.

In linea generale per le superfici toccate più di frequente utilizzando panni diversi per ciascun tipo di oggetto/superficie (porte, maniglie, finestre, vetri, tavoli, interruttori della luce,servizi igienici, rubinetti, lavandini, scrivanie, sedie, tasti, tastiere, telecomandi, stampanti) le attività di pulizia devono essere effettuate con cadenza giornaliera almeno due volte al giorno; per gli strumenti individuali di lavoro/attività sportiva, la pulizia giornaliera a fine turno può essere effettuata dal lavoratore/utilizzatore stesso, al quale deve essere messo a disposizione idoneo detergente e fornita adeguata informazione; ad ogni cambio turno/atleta per attrezzi, macchinari e postazioni comuni di lavoro/attività sportiva.

La periodicità della sanificazione dovrà invece essere stabilita dal Datore di Lavoro/Gestore dell’impianto ovvero dal Legale rappresentante dell’organizzazione sportiva, in relazione alle caratteristiche ed agli utilizzi dei locali, attrezzi, macchinari ed eventuali mezzi di trasporto, previa consultazione del Medico Competente, del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione e del/i Rappresentante/i dei Lavoratori per la Sicurezza. Tale valutazione dovrà tenere in considerazione: - livello di diffusione del virus a livello nazionale e locale (livello di allerta); - livello di affollamento e destinazione d’uso dei locali; - tipologia di attività svolta nel locale; - accesso ed eventuale stazionamento di personale esterno o di accompagnatori; - vicinanza dell’operatore all’attrezzatura; - impiego di dispositivi che riducono il contatto; - impossibilità di lavaggio frequente delle mani durante l’impiego; - attività che aumentano la probabilità di emissione di aerosol/goccioline di sudore (es. uso di microfono, attività metabolica intensa, etc.).

Si dovranno inoltre prevedere procedure specifiche di intervento e sanificazione nel caso di operatore sportivo o persona terza con manifestazione evidente di sintomi; nel caso di stazionamento nei siti sportivi di una persona con sintomi, occorre: - prevedere un intervento straordinario di sanificazione/decontaminazione dei locali frequentati, compreso il locale utilizzato per il suo isolamento.

L’intervento degli operatori per la sanificazione deve essere preceduto da un’aerazione completa dei locali; - a causa della possibile sopravvivenza del virus nell’ambiente e sulle superfici per diverso tempo, i luoghi e le aree frequentati dalla persona, nonché le attrezzature utilizzate e le superfici toccate di frequente, dovranno essere sottoposti a completa pulizia con acqua e detergenti comuni prima di essere riutilizzati; - dopo la pulizia con detergente neutro, si dovrà procedere con la decontaminazione da effettuare con disinfettanti a base di ipoclorito di sodio 0,1% o con etanolo al 70-75% per le superfici che possono essere danneggiate dall’ipoclorito di sodio; - durante le operazioni di pulizia con prodotti chimici, bisogna assicurare la ventilazione degli ambienti.

Tutte le operazioni di pulizia devono essere condotte da personale che indossa DPI secondo disposizioni e procedure specifiche dell’attività stessa. I rifiuti prodotti dalle attività di pulizia/sanificazione/decontaminazione dell’ambiente, come gli stracci e i DPI monouso impiegati, devo Presidenza del Consiglio dei Ministri UFFICIO PER LO SPORT 14 essere trattati ed eliminati come materiale potenzialmente infetto. I rifiuti devono essere trattati ed eliminati come materiale infetto categoria B (UN 3291), corrispondenti al codice CER 18.01.03* HP 9 e categoria ADR UN 3291.

In relazione a quanto precede, ciascun operatore ed atleta deve ricevere formazione relativamente all’uso corretto della mascherina e alle diverse intensità di attività svolte, che si possono determinare in diversi modi: dal monitoraggio continuo della frequenza cardiaca e di altri parametri fisiologici alla valutazione soggettiva della intensità percepita di sforzo e affaticamento.

Si raccomanda che ciò sia preso in considerazione per la messa a punto di idonee attività di informazione, formazione ed addestramento. La formazione in questo contesto è intesa come un’attività fondamentale per la comprensione degli interventi di prevenzione attuati nel sito sportivo o per evitare il rischio di contagio da Covid-19 e, quindi, la condivisione di modalità e procedure utili per lo svolgimento in sicurezza dei rispettivi compiti. Inoltre, la necessità di riavviare gli impianti, dopo il fermo o il funzionamento limitato alla salvaguardia di servizi essenziali, comporterà l’esigenza di prevedere un’attività di formazione specifica indirizzata alle figure preposte al loro funzionamento a regime, nell’ottica di nuove procedure lavorative che comprenderanno tutti gli accorgimenti necessari al contenimento del rischio da Covid-19. ll rischio Covid-19 è trasversale, pertanto interessa tutte le figure presenti nel sito sportivo, quindi, la formazione deve essere erogata a tutti gli atleti, agli operatori sportivi e agli accompagnatori.

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PROTOCOLLO DI SCREENING

La Federazione Medico Sportiva Italiana (FMSI), in qualità di Federazione medica del CONI e unica Società Scientifica accreditata dal Ministero della Salute per la Medicina dello Sport, ha ritenuto opportuno - alla luce dell'attuale situazione di emergenza sanitaria – elaborare sia un protocollo di screening ad hoc, da effettuarsi prima della ripartenza in chiave di prevenzione, sia i test per il monitoraggio constante delle condizioni degli atleti, nonché indicazioni generali per la sicurezza degli ambienti sportivi, ivi comprese raccomandazioni specifiche nei casi di atleti risultati positivi al virus, passibili di aggiornamenti, alla luce delle evidenze scientifiche e tecnologiche internazionali costantemente monitorate anche dalla stessa FMSI.

Ci soffermiamo sugli atleti sportivi dilettanti, che costituiscono la nostra maggior casistica.

Tutti gli Atleti devono essere in possesso della specifica certificazione di idoneità agonistica (DM 18/02/82) o non agonistica (D.M. 24/04/13) o di particolare ed elevato impegno cardiovascolare (D.M. 24/04/13), in corso di validità.

Gli atleti vengono divisi in due gruppi in base a una autodichiarazione attestante la presenza ovvero l’assenza di infezione da SARS-COV-2 e di rischi di contagio per gli altri per quanto di propria conoscenza.

Gli Atleti vengono suddivisi in:

1. Atleti COVID+ accertati e guariti e atleti che abbiano avuto sintomi riferibili tra i quali, a titolo non esaustivo, temperatura corporea > 37,5 °C, tosse, astenia, dispnea, mialgie, diarrea, anosmia, ageusia.

2. Atleti COVID- e atleti asintomatici nel periodo della pandemia. Per gli Atleti di cui al Gruppo 1, si esegue lo stesso screening previsto per gli Atleti Professionisti COVID+ e sintomatici di cui sopra.

Gli atleti Covid+ dovranno osservare un periodo individuale di graduale ripresa nei successivi 15 gg prima di iniziare gradualmente gli allenamenti e sotto l’attento controllo del Medico sociale o, in assenza, del Medico di Medicina Generale. Il Medico potrà, a suo giudizio, ampliare test ed esami.

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Per ulteriori approfondimenti ed indicazioni in dettaglio fate riferimento al documento allegato in calce a questo articolo.

 

Allegati:
Scarica questo file (circolare-ministeriale-5443-del-22-febbraio-2020-indicazioni-chiarimenti-ministero-della-salute-covid-19_compressed.pdf)Circolare Ministero della Salute 5443[Circolare Ministero della Salute 5443]170 kB
Scarica questo file (linee guida Allenamenti sportivi_CLEAN-signed_compressed.pdf)Linee guida Allenamenti Sportivi[Linee guida Allenamenti Sportivi]407 kB

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