AGGIORNAMENTO DEL 20/05/2020

Con evidente ritardo, firmato da Mattarella e pubblicato in G.U. il Decreto.

Nelle note già scritte il 15 maggio, abbiamo implementato eventuali articoli e/o variazioni intervenute sugli stessi.

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Approvato dal Consiglio dei Ministri il testo del Decreto "Rilancio". Un testo di 323 pagine e 266 articoli, nel quale sono state inserite diverse misure per le famiglie, imprese e al sostegno del reddito, per una manovra complessiva di 55 miliardi di euro.

Alcune misure aggiornano, quelle già presenti nel Decreto Cura Italia, altre sono delle vere e proprie novità.

Cercheremo, come sempre di evidenziare le norme dedicate allo sport e al mondo non profit, oltre ad indicare le misure di interesse generale e di suddividerle per settori tematici.

Ovviamente, vista la vastità di informazioni e tenendo conto di qualche possibile variazione in sede di approvazione al Senato e alla Camera, i testi saranno oggetto di eventuali aggiornamenti.

Partiamo dal nostro settore.

 

Sport e Terzo Settore

Disposizioni in materia di collaboratori sportivi art. 98

Replicate per il mese di aprile e maggio le indennità di € 600 per i collaboratori impiegati nell'ordinamento sportivo (CONI, CIP, FSN, DSA, EPS, SSD, ASD). 

Non servirà, per chi ha già percepito la mensilità di marzo, replicare la domanda.  L'indennità arriverà in automatico sul conto corrente da Sport e Salute.

Per chi, invece, non avesse fatto richiesta in marzo, dovrà seguire l'iter completo della richiesta a Sport e Salute SpA con le stesse modalità già esistenti.

Implementato il fondo, per far fronte alle domande pervenute, a 200 milioni di euro.  

Questo permetterà di pagare anche le mensilità di marzo ai 48.000 collaboratori esclusi per mancanza di budget (ricordiamo che erano stati stanziati 50 milioni per soddisfare circa 83.000 domande a fronte delle 131.000 pervenute).

Ricordiamo che da tale indennità sono esclusi tutti coloro che percepiscono redditi di lavoro, reddito di cittadinanza o emergenza.

Nello stesso articolo, è prevista, la cassa integrazione in deroga, per gli sportivi professionisti, individuati dalla legge 91/81, con retribuzione annua lorda inferiore ai 50.000 euro.

Versamento tasse e contributi art. 126

Anche per il settore sportivo sono previste proroghe per le sospensioni, di riscossione di tasse e contributi.

Nello specifico il comma 1 proroga il termine di ripresa della riscossione dei versamenti relativi alle ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilati, alle trattenute relative all’addizionale regionale e comunale, all’imposta sul valore aggiunto e ai contributi previdenziali e assistenziali, nonché ai premi per l’assicurazione obbligatoria, sospesi per i mesi di aprile 2020 e di maggio 2020 a favore dei soggetti esercenti attività d'impresa, arte o professione e degli enti non commerciali, aventi i requisiti previsti dall’articolo 18 del decreto legge 8 
aprile 2020, n. 23. La norma prevede, altresì, che i predetti versamenti vengano effettuati in unica soluzione entro il 16 settembre 2020 (in luogo del 30 giugno 2020) ovvero al massimo in quattro rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 16 settembre 2020 (in luogo del mese di giugno 2020).

Eliminato l'articolo riguardante il modello EAS annuale, per eventuali variazioni intervenute, per tutti gli enti associativi previsti dalla norma. Rimane quindi valida la scadenza emergenziale del 30 giugno 2020, prevista dal Decreto Cura Italia.

Impianti Sportivi Pubblici art. 216 comma 1 e 2

La norma intende agevolare le associazioni e società sportive, professionistiche e dilettantistiche, che operano sull’intero territorio nazionale, consentendo loro di non procedere, fino al 30 giugno 2020, al versamento dei canoni di locazione e concessori relativi all’affidamento di impianti sportivi pubblici dello Stato e degli enti territoriali, che nel periodo in considerazione sono rimasti inutilizzati per factum principis.
I versamenti sospesi sono effettuati in unica soluzione entro il 31 luglio o mediante rateizzazione fino ad un massimo di 4 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di luglio 2020.

Nell'articolo, inoltre, si prevede che i soggetti concessionari (gestori ndr) possano sottoporre all’ente concedente una domanda di revisione del rapporto concessorio in essere da attuare mediante la rideterminazione delle condizioni di equilibrio originariamente pattuite, anche attraverso l’allungamento del termine di durata del rapporto.

La revisione deve consentire la permanenza dei rischi trasferiti in capo all’operatore economico e delle condizioni di equilibrio economico finanziario relative al contratto.

La proposta normativa, peraltro caldeggiata da diversi enti territoriali, si giustifica in quanto, dal giorno della chiusura degli impianti sportivi, la maggior parte degli introiti derivanti dall’attività sportiva a favore di terzi è venuta meno, mentre i gestori dovranno comunque fronteggiare rilevanti spese fisse e  maggiori spese di riqualificazione degli impianti sportivi per garantire le condizioni minime di sicurezza tra gli utenti con contestuale riduzione del numero delle presenze all’interno degli impianti sportivi.

Costituisce dunque interesse economico generale quello di agevolare il riequilibrio economico-finanziario dei bilanci dei soggetti concessionari le cui convenzioni scadranno entro il 31 luglio 2023 (entro cioè tre anni dalla data di cessazione dello stato di emergenza dichiarato con delibera del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020).

La revisione non è prevista per i rapporti concessori più lunghi.

Impianti Sportivi Privati art. 216 comma 3

La sospensione delle attività sportive, è sempre valutata, ai sensi degli articoli 1256, 1464, 1467 e 1468 del codice civile, e a decorrere dalla data di entrata in vigore degli stessi decreti attuativi, quale fattore di sopravvenuto squilibrio dell’assetto di interessi pattuito con il contratto di locazione di palestre, piscine e impianti sportivi di ogni tipo. In ragione di tale squilibrio il conduttore ha diritto, limitatamente alle cinque mensilità da marzo 2020 a luglio 2020, ad una corrispondente riduzione del canone locatizio che,  si presume pari al cinquanta per cento del canone contrattualmente stabilito, salvo che il locatore fornisca una prova di pronta soluzione di un minore squilibrio tra le prestazioni.

Nell’ipotesi in esame della locazione di impianti sportivi, resi inutilizzabili per factum principis, l’assegnazione di un rimedio conservativo, in luogo di quello risolutivo, appare giustificato alla luce delle seguenti considerazioni:

a) il conduttore ha un forte interesse a mantenere in vita il contratto in ragione della «specificità ubicativa» dell’impianto sportivo e del rischio di non ricollocabilità altrove della sua attività;

b) il locatore non ha alcun apprezzabile interesse a rifiutare la revisione, poiché da tale rimedio non subisce un pregiudizio che, in questa fase, potrebbe scongiurare ricorrendo al mercato.

Essendo l’impossibilità di godimento dell’immobile locato solo temporanea (art. 1256, comma 2 c.c.) come in questo periodo emergenziale, è chiaro che il rapporto contrattuale riprenderà normalmente e si torneranno a pagare i canoni come da contratto, non appena saranno rimosse le misure statali di contenimento e restrizione.

Resta fermo, inoltre, che le parti, nell’esercizio della loro autonomia, ben possano rifiutare la selezione di interessi effettuata dal legislatore in via tipica ed accordarsi diversamente.

Previsto, inoltre, un credito di imposta del 60% del canone di locazione mensile oltre che alle imprese (ok SSD) anche agli enti del terzo settore e non commerciali in genere.

Rimborso abbonamenti e quote corsi art. 210 comma 4

I tesserati, soci ed utenti che non hanno potuto usufruire delle attività sportive pagate, con le quote di abbonamenti e corsi, ad inizio anno, possono presentare, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, richiesta di rimborso di quanto già versato per tali periodi di sospensione dell’attività sportiva, allegando ricevuta o la prova del versamento effettuato (bonifico ecc).

Il gestore dell’impianto sportivo, entro trenta giorni dalla presentazione dell’istanza, in alternativa al rimborso, può rilasciare un voucher di pari valore utilizzabile presso la stessa struttura sportiva entro un anno dalla cessazione delle misure ermergenziali di sospensione dell’attività sportiva.

Altre misure previte nel decreto sono l'istituzione di un fondo dedicato al rilancio dello sport finanziato dalle scommesse sportive (0,3%) e delle misure organizzative da utilizzarsi in caso di sospensioni di campionati e competizioni.

Bollette elettriche art. 30

Il nuovo decreto prevede una riduzione delle bollette elettriche per usi non domestici (quindi presumiamo anche ASD e SSD) in riferimento ai mesi di maggio, giugno e luglio 2020.

L’intervento normativo, prevede che l’Autorità ridetermini le tariffe di distribuzione e misura dell’energia elettrica al fine di:

a) azzerare le attuali quote fisse indipendenti dalla potenza relative alle tariffe di rete e agli oneri generali per tutti i clienti non domestici alimentati in bassa tensione

b) Per i soli clienti non domestici alimentati in bassa tensione con potenza disponibile superiore a 3,3 kW, le tariffe di rete e gli oneri generali saranno rideterminate al fine di ridurre ulteriormente la spesa applicando una potenza “virtuale” fissata convenzionalmente pari a 3 kW, senza che a ciò corrisponda alcuna limitazione ai prelievi da parte dei medesimi clienti.

Bonus Partite IVA art. 84 

Rinnovato il bonus di 600 euro, anche per coloro che svolgono il lavoro sportivo in modo professionale. Aumentato ad euro 1.000 nel caso in cui si dimostrasse di aver registrato perdite superiori al 33% rispetto al fatturato dello stesso periodo nel 2019.

Presidi sanitari e di sicurezza

Estesa la disciplina in materia di contributi per la sicurezza e il potenziamento dei presidi sanitari anche in favore di enti del terzo settore, compreso quella del credito di imposta 2020 per la sanificazione : 60% con tetto massimo di 80.000 euro (APS,ODV, ONLUS, ETS)

Liquidità e fondo per il Terzo Settore

Estesa in favore degli enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti che svolgono attività di interesse generale non in regime d’impresa, le misure temporanee per il sostegno alla liquidità di cui all’articolo 1, del decreto-legge, n. 23 del 2020, così come incrementato il fondo dedicato di 100 milioni di euro.

Sempre per gli enti del terzo settore, accelerate le misure di riparto per il 5 per mille e predisposte misure a sostegno nel Mezzogiorno.

Contributi a fondo perduto art. 25

Per i titolari di partita IVA ed esteso anche agli enti non commerciali, compresi quelli del terzo settore, in relazione, per gli stessi,  allo svolgimento delle sole attività commerciali e con fatturato nell’ultimo periodo d’imposta inferiore a 5 milioni di euro. Il contributo spetta se l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 è stato inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019. Per i soggetti che hanno iniziato l’attività a partire dal 1° gennaio 2019, il contributo spetta anche in assenza del requisito del calo di fatturato/corrispettivi. L’ammontare del contributo è determinato in percentuale rispetto alla differenza riscontrata, come segue:

  1. 20 per cento per i soggetti con ricavi o compensi non superiori a quattrocentomila euro nell’ultimo periodo d’imposta;
  2. 15 per cento per i soggetti con ricavi o compensi superiori a quattrocentomila euro e fino a un milione di euro nell’ultimo periodo d’imposta;
  3. 10 per cento per i soggetti con ricavi o compensi superiori a un milione di euro e fino a cinque milioni di euro nell’ultimo periodo d’imposta.
    Il contributo non concorrerà alla formazione della base imponibile delle imposte sui redditi e sarà erogato, nella seconda metà di giugno, dall’Agenzia delle Entrate mediante accreditamento diretto in conto corrente bancario o postale intestato al beneficiario;

Finanziamento Centri Estivi art. 105

Disposta integrazione di € 150.000.000 per il potenziamento dei centri estivi anche in collaborazione con istituti privati e dei centri con funzione educativa e ricreativa. Erogazione tramite i Comuni. Età dei bambini dai 3 ai 14 anni compresi. 

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Altre misure generiche

Lavoro 

Prorogata la cassa integrazione straordinaria di ulteriori 5 settimane, proroga dell'assegno di disoccupazione NASPI per altri due mesi , Stop ai licenziamenti per 5 mesi , Bonus colf e badanti di € 500, Reddito di emergenza con importi da 400 a 800 euro, aumento permessi legge 104. 

Famiglie

Bonus baby sitter che raddoppia da 600 euro a 1.200 euro per figli di età inferiore ai 12 anni, limite che si annulla in caso di figli disabili. Lo stesso bonus può essere usato anche per pagare centri estivi o simili.

Diritto al lavoro agile  (smart working per i genitori).

Bonus Vacanze che concede 500 euro ad ogni famiglia con ISEE inferiore a 40.000 euro da spendere per le proprie vacanze in Italia nel 2020 in strutture ricettive (alberghi, b&b, agriturismi ecc..)

Bonus biciclette da 500 euro per chi acquista biciclette, monopattini elettrici, e-bike  o altri mezzi di mobilità sostenibile, incentivando così il minor uso dei mezzi pubblici. Attenzione!  Il buono spesa sarà disponibile solo per i cittadini resistenti in un comune con popolazione di oltre 50mila abitanti. Il bonus non può superare il 60% della spesa per l’acquisto. Validità fino al 31 dicembre 2020.

Previsti anche rimborsi per gli abbonamenti dei mezzi pubblici, per il periodo di lockdown, in cui non si è potuto usufruire degli stessi.

Ecobonus ristrutturazioni, nel quale è prevista una detrazione al 110% per lavori di manutenzione e riqualificazione energetica sostenuti dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021.

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TESTO COMPLETO IN G.U.

https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/05/19/20G00052/sg

 

 

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