Un esperto rivela perché la vecchia regola del riscaldamento è obsoleta

14 Gennaio 2026

Con l’arrivo dei primi freddi, la questione del riscaldamento domestico torna al centro dell’attenzione. Per anni, una cifra ha guidato le scelte degli italiani: i famosi 19 gradi, un indicatore stabilito negli anni ’70, durante periodi di crisi energetica e in contesti abitativi scarsamente isolati. Oggi, però, questo approccio appare superato. Gli avanzamenti nella tecnologia e la trasformazione delle abitazioni hanno reso necessaria una revisione delle norme, con l’obiettivo di ottimizzare il comfort e l’efficienza energetica.

Già da tempo, esperti dell’Enea e del Politecnico di Milano hanno messo in luce che la soglia ideale per il riscaldamento degli spazi comuni si attesta attorno ai 20 °C. Questa non è solo una proposta casuale, ma una risposta alle condizioni moderne degli edifici, meglio coibentati e progettati per garantire un comfort superiore. La nuova strategia non implica un “via libera” al calore eccessivo, ma aspira a un equilibrio più sano e sostenibile.

Il superamento della regola dei 19 gradi

La regola dei 19 °C era pensata per un’altra epoca: case con serramenti poco performanti e caldaie meno efficienti. Oggi, con l’avvento di nuove tecnologie e materiali innovativi, è possibile mantenere ambienti confortevoli con meno consumo energetico. A 20 °C, si riscontrano numerosi benefici. Il corpo umano, infatti, fatica meno a mantenere la propria temperatura fisiologica, riducendo tensioni muscolari e sbalzi termici. Anche la formazione di condensa diminuisce, contribuendo a mantenere l’aria interna più salubre.

Raccomandazioni per diversi ambienti

Ogni ambiente della casa richiede impostazioni di temperatura personalizzate. Qui di seguito alcune indicazioni utili:

  • Soggiorno/Studio: 20 °C
  • Camera da letto: 16–18 °C
  • Corridoi e zone di passaggio: 17 °C
  • Bagno: 22 °C

Questa suddivisione aiuta a evitare sprechi energetici, in quanto permette un uso più razionale delle fonti di calore. Ad esempio, nei soggiorni si predilige una temperatura più alta per favorire il relax, mentre nelle camere da letto è meglio mantenere valori inferiori per migliorare la qualità del sonno.

Efficienza e tecnologia nel riscaldamento moderno

La tecnologia dei termostati digitali avanza rapidamente: oggi consentono di personalizzare e programmare il riscaldamento stanza per stanza. Analisi condotte dall’Autorità di regolazione ARERA rivelano che una corretta programmazione può ridurre i consumi fino al 15% in una stagione di riscaldamento. Questi nuovi sistemi sono in grado di adattarsi automaticamente alle diverse necessità, monitorando la temperatura e ottimizzando l’uso della caldaia.

Inoltre, un’accortezza fondamentale è quella di integrare riscaldamenti con pannelli solari o pompe di calore. Queste soluzioni non solo contribuiscono a ridurre i costi, ma migliorano anche l’impatto ambientale delle abitazioni. Con una efficace gestione degli impianti, le case moderne sono in grado di mantenere temperature confortevoli con un consumo energetico significativamente inferiore rispetto a vent’anni fa.

L’importanza della consapevolezza sui consumi

Monitorare i consumi è essenziale. L’installazione di contatori intelligenti sta diventando comune in molte abitazioni italiane, permettendo di tenere sotto controllo quanto si spende per il riscaldamento. È fondamentale adottare un atteggiamento proattivo, osservando come variano le proprie esigenze climatiche nel corso della settimana e apportando le dovute regolazioni. Muoversi verso un approccio più flessibile ma disciplinato significa restituire al riscaldamento il suo ruolo primario: servire il benessere delle persone, piuttosto che seguire norme rigide e obsolescenza delle abitudini.