L’Università Bicocca svela la prima ‘galassia fantasma’: una scoperta rivoluzionaria nel cosmo

9 Gennaio 2026

Milano, 8 gennaio 2026 – Un’importante scoperta ha recentemente riverberato nel mondo dell’astronomia: l’Università Bicocca ha identificato la prima “galassia fantasma”, un oggetto cosmico unico composto prevalentemente da materia oscura e privo di stelle, situato a 14 milioni di anni luce dalla Terra. Questo passo rivoluzionario, guidato dal ricercatore Alejandro Benitez-Llambay, in collaborazione con astronomi degli Stati Uniti e del Canada, offre nuove prospettive sulla formazione delle galassie nell’universo primordiale.

Il progetto ha preso slancio grazie alle osservazioni effettuate dal telescopio spaziale Hubble, le quali hanno confermato l’assenza totale di stelle in Cloud-9, il soprannome attribuito a questa galassia fantasma. Questo luogo misterioso, caratterizzato da una nube di gas dominata da idrogeno neutro, non solo suggerisce l’esistenza di altre strutture invisibili nel cosmo, ma rappresenta anche una finestra privilegiata per esplorare la materia oscura.

Cos’è una galassia fantasma?

La galassia fantasma, nota come Cloud-9, rientra nella categoria delle RELHIC (Reionization-Limited H I Clouds). Questi aloni di gas non sono riusciti a accumulare la massa necessaria per formare stelle, risultando così invisibili alla maggior parte degli osservatori. Benché contengano una quantità di gas equivalente a circa un milione di masse solari, si trovano immersi in un alone di materia oscura che pesa circa cinque miliardi di masse solari.

Le implicazioni della scoperta

La scoperta di Cloud-9 è cruciale per testare i modelli di formazione galattica. Fornisce dati concreti su come i resti primordiali dal Big Bang possano dar vita a strutture complesse, pur senza innescare la formazione stellare. Questi oggetti, finora teorici, possono far luce sulle interazioni della materia oscura con il gas dell’universo e sulle potenzialità formative di materie invisibili.

Secondo Benitez-Llambay, “Questa osservazione conferma che, nonostante la sua massa e la presenza di gas, Cloud-9 non è una galassia. In quest’area, estesa oltre 1,4 kpc (circa 4.500 anni luce), non brilla neppure una stella.” Questa novità offre un importante punto di partenza per indagare ulteriormente sulla natura della materia oscura e sul suo ruolo nell’evoluzione dell’universo.

Studiare le galassie fantasma

Il potenziale di ricerca su oggetti come Cloud-9 è immenso. Gli astronomi possono ora indagare proprietà e comportamenti della materia oscura al di fuori dei sistemi stellari tradizionali. La comprensione di questi aloni di materia oscura potrebbe portare a scoperte illuminanti sulla composizione dell’universo.

  • Cloud-9 è la prima evidenza concreta di una galassia fantasma.
  • La scoperta enfatizza l’importanza dell’astronomia osservativa e dell’uso di strumenti avanzati come Hubble.
  • Aprendo nuove strade per la ricerca, questa scoperta potrebbe rivelare l’esistenza di strutture cosmiche finora fuori dalla portata degli astronomi.
  • Promuove un ri-esame dei modelli cosmologici esistenti e delle teorie sulla formazione delle galassie.

Cloud-9 non è solo una scoperta; è un passo significativo che invita scienziati e appassionati a riflettere su ciò che può nascondere l’universo. Con ogni nuova scoperta, i misteri del cosmo si arricchiscono, promettendo emozioni e rivelazioni che potrebbero cambiare radicalmente la nostra comprensione dell’astrofisica.