Scoperta la prima galassia fantasma: un misterioso alone di materia oscura privo di stelle

9 Gennaio 2026

Una scoperta rivoluzionaria ha segnato un nuovo capitolo nell’astrofisica. Un team di esperti, guidato da Alejandro Benitez-Llambay dell’Università di Milano-Bicocca, ha identificato Cloud-9, la prima galassia fantasma mai osservata. Situata a circa 14 milioni di anni luce dalla Terra, questa misteriosa formazione è caratterizzata da un alone di materia oscura totalmente privo di stelle, un fenomeno fino a oggi solo ipotizzato nella cosmologia. La scoperta è stata possibile grazie all’impiego del telescopio spaziale Hubble, che ha permesso di analizzare la zona vicino alla galassia a spirale M94, rivelando un oggetto unico nel suo genere.

Le osservazioni hanno confermato che Cloud-9 non è una galassia tradizionale, ma un alione misterioso che non brilla e non ospita alcuna stella assente. Questa scoperta è stata pubblicata sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters”, evidenziando il ruolo cruciale di queste ricerche nel consolidare il modello ΛCDM, il quale descrive l’evoluzione e la formazione delle strutture cosmiche. La capacità di questo alone di trattenere idrogeno neutro ma non generare stelle lo rende un oggetto di studio imperdibile per il futuro della ricerca astrofisica.

Le caratteristiche di Cloud-9

Cloud-9 rappresenta un nuovo tipo di oggetto astrofisico conosciuto come RELHIC (Reionization-Limited H I Cloud). Le sue caratteristiche principali includono:

  • Un’estensione di oltre 1,4 kpc (circa 4.500 anni luce).
  • Una massa sufficiente a trattenere il gas, ma non abbastanza per innescare la formazione di stelle.
  • Un’assenza totale di emissione luminosa da stelle, rendendolo unico nel suo genere.

La prima rilevazione di Cloud-9 è avvenuta nel 2023 grazie al radiotelescopio FAST in Cina. Successivamente, il potente radiotelescopio Karl G. Jansky VLA nel New Mexico ha fornito dati supplementari, chiarendo ulteriormente la natura particolare di questo oggetto. Le osservazioni con Hubble hanno rappresentato una sfida non solo tecnica, ma anche logistica, data la necessità di un puntamento preciso e di un’operatività ridotta del telescopio a causa di malfunzionamenti.

Il significato della scoperta

La rivelazione di Cloud-9 ha implicazioni vaste per la comprensione dell’universo e per il futuro della cosmologia. Essa conferma l’esistenza di categorie di aloni di materia oscura che, pur essendo enormi, non riescono a dare vita a stelle. Questa scoperta potrebbe aiutarci a comprendere meglio la formazione delle galassie e i confini tra gli oggetti celesti che brillano e quelli che rimangono al buio.

Cloud-9 non solo arricchisce il nostro panorama astrofisico, ma offre anche opportunità per nuove ricerche e approfondimenti scientifici. Con l’avanzare della tecnologia e il miglioramento dei telescopi, gli astri della notte potrebbero rivelare ancora molti segreti, mostrando quanto possa essere affascinante l’esplorazione del nostro universo. Occorre rimanere sintonizzati per le future scoperte che potrebbero seguire questa avvincente evidenza di materia oscura.